Un angolo di paradiso

Davanti al nostro Hotel sulla 51a accanto al Messianic bookstore (un tantino di nicchia) si apre un angolo di paradiso: il Greenacre Park, uno spazio privato dedicato al godimento pubblico (traduzione letterale). Colazione to go da Starbucks e ci piazziamo qui a sorseggiate caffè, per un attimo sembra di non essere più nel cuore di manhattan. La cascata d’acqua copre i rumori della cittá che a pochi metri da quì già pulsa frenetica. Ovviamente lo spazio ha una free wifi come tutti i parchi e giardinetti di NYC…. ed ecco che compare il newyorkese quadratico medio di mezza età: sneaker bianca, calzoncini, Apple bianco sotto il braccio, un buon libro, l’immancabile New York Times e il beverone di Starbucks o simili. Partiamo alla volta di Union Square x il green market. Poi Soho e il Village. Stasera partita degli Yankees contro i Red Socks…. Non possiamo mancare!

Greenacre Park

Greenacre Park

Breakfast

3 risposte a Un angolo di paradiso

  1. Gli americani ci fregano con la lingua..
    Sneaker, Apple, Starbucks, coffe, shorts, New York Times, riportati all’italico stile non sarebbe altro che: infraditi sfondati dal quintale abbondante che sono costretti a trascinare, mezzi-panta-multi-tasca sformati e scampanati, polo col collo alzato, slavata e sbottonata, che apre un ampia finestra sul petto setoloso.
    In sostanza: l’elegante livrea del perfetto gagà di provincia, per meglio dire il mio abbigliamento odierno. Qui la bevanda di grido è il Cremosino del Campi, lontano anni luce dal Froccino greco.. Per giunta oggi “La Padania” è pure in sciopero
    .. gli americani ci fregano con la lingua!

    NDR: liberamente tratto dal seguente testo originale (da leggersi con marcato accento bolognese):
    “No, che allora, per esempio, si c’era dei libri che si chiamavano “Sulla strada di Kerouac”, che erano bellissimi e tutti a fare l’autostop. E… era molto bello letto in Italiano però con i nomi americani. Dice: ‘partimmo John, Dean e io, sulla vecchia Pontiac del babbo di Dean, e facemmo tutta una tirata da Omaha a Tucson’. E poi lo traduci in italiano e in italiano dici: ‘Quella sera partimmo sulla vecchia 1100 del babbo di Giuseppe, e facemmo tutta una tirata da Piumazzo a Sant’Anna Pelago’
    Non è la stessa cosa! Gli americani ci fregano con la lingua! Capisci. Non è la stessa cosa.. ”
    (F. Guccini, Album Concerto, 1979)

  2. Possibile che con tutto il bendiddio che c’è da ritrarre a Nuova York, tocca sorbirsi il Carlucci che si scappera, il prof Schepisi che si alcolizza e una simil-aiuola di Crisantemi?? Ancora ancora fossero Tulipani..

    Unico particolare degno di nota: le sedie verdi, che opportunamente sverniciate e gambizzate sarebbero perfette per abbrustolire alla graticola una succosa T-Bone Steak, immancabile in un BBQ in perfetto stile Yankee.
    Altre ingegnose funzionalità (compreso sedersi) mi appaiono quantomeno improbabili, se non del tutto inverosimili..

  3. A proposito di Starbucks: pare non se la passi proprio bene..
    http://www.saveourstarbucks.com

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