Day 5 report

Appuntamento con John Paul sulla 5th Avenue all’Apple Store, un negozio che in superficie appare come un leggerissimo cubo di cristallo contrassegnato dall’inconfondibile mela e si sviluppa poi tutto in sotterranea. Fred e John Paul sguazzano in mezzo alle tecnologie, mentre Anne fa una puntatina da Tiffany & Co.

Ci dirigiamo poi a Central Park per farci un altro bel giro nel verde, questa volta a piedi. Qualche gruppo musicale che si esercita-esibisce c’è sempre. Non c’è la stessa quantità di gente di domenica, ma il parco è molto frequentato anche in settimana. Tra uccellini cinguettanti e scoiattoli voraci, costeggiamo uno dei laghetti dove i turisti affittano barchette a remi e ci imbattiamo nella Robert Wagner Cove, un’ansa del lago particolarmente melmosa: la superficie dell’acqua è totalmente ricoperta di alghe verde chiaro, assomigliando più a prato dall’erbetta tenera che a uno specchio d’acqua.

Fred & John Paul

Wagner Cove

Wagner Cove

Andiamo verso Strawberry Fields, luogo dedicato da Yoko Ono alla memoria di John Lennon, sul lato West del parco. Poco lontano da lì, all’ingresso del Dakota Building sulla 72a strada dove abitava, Lennon è stato assassinato nel 1980. I “campi di fragole” non sono altro che un piccolo, grazioso mosaico a terra con la scritta “Imagine”, meta di pellegrinaggi di eterni fan di Lennon e probabilmente sempre omaggiato con fiori freschi e messaggi di pace come quando l’abbiamo visto noi.

Strawberry Fields

Strawberry Fields

 

Dakota Building

Dakota Building

Dopo un veloce pasto (wrap e brownie) in una bakery lì vicino, andiamo verso l’Empire State Building per avere una visione dall’alto. In un negozio poco prima dell’ingresso alla torre, scatta per Carlucci l’acquisto del “cannone”.

Entriamo e con 19$ acquistiamo il biglietto per arrivare fino all’86° piano. Con un’integrazione si potrebbe raggiungere la sommità al 102° piano, ma un po’ tutti ce l’avevano sconsigliato perché la visibilità lassù è scarsa. Code su code, foto con feticcio di King-Kong, ancora code, due ascensori e finalmente usciamo sul terrazzo da cui la vista è davvero spettacolare. Il cannone viene prontamente testato e si rivela subito un ottimo acquisto dato che permette persino di vedere le persone negli uffici delle torri di fronte! Dopo un’accurata documentazione fotografica da ogni angolazione possibile, facciamo coda anche per uscire e non senza una certa commozione ci separiamo, per l’ultima volta. Jonh Paul e Benny Maria la sera stessa hanno una cena e un concerto con colleghi di lavoro di B.M., a Long Island, mentre l’indomani rientrano in Italia.

Vista dall'Empire/1

Vista dall'Empire

Vista dall'Empire/2

Vista dall'Empire/2

Anne e Fred invece chiudono la giornata con una visita al MoMa che nei giovedì d’estate è aperto fino alle 8.45 pm. Ma il tempo è ormai poco e la visita è necessariamente affrettata. Riescono a vedere quasi tutto, sia la collezione permanente, sia le temporary exhibitions e persino anche ad assistere a 15 minuti di un piacevole concerto di musica classica nel cortile del museo. Non ce la fanno invece a vedere ”Home Delivery“, esposizione di modelli abitativi per un modern dwelling allestita all’esterno tra la 52a e la 53a. Complessivamente un’esperienza positiva e in cui si ha la costante percezione di un’organizzazione e un’efficienza maggiori che in qualsiasi nostro museo o galleria. Non parliamo degli aspetti tecnologici: essendoci la free wi-fi, con l’iPhone è possibile connettersi a “MomaAudio” che mette a disposizione il commento audio di alcune opere, senza dover noleggiare alcuna audio-guida.

MoMa

MoMa

Cortile interno del MoMa

Cortile interno del MoMa

Cena da un simil-Charlie appollaiati sugli sgabelli in vetrina e poi si stramazza a letto, a seguire il big speech di Obama a Denver. Yes, we can!

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